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Buongiorno dal Museo Nazionale Giuseppe Verdi!!
(www.museogiuseppeverdi.it/)

"Il Verdi non è goloso, ma raffinato; la sua tavola è veramente amichevole, cioè magnifica e sapiente (..) Non c’è pericolo che per indisposizione del cuoco il pranzo abbia a scapitare. A Sant’Agata, oltre il titolare, sono cuochi emeriti il giardiniere, il cocchiere ed una domestica, sicchè: uno avulso non deficit alter. (...) Il Verdi non è gran mangiatore, né di difficile contentatura. Sta bene a tavola come tutti gli uomini sani, savi e sobri, ma più di tutto ama veder raggiare intorno a sé, negli ospiti, la giocondità arguta e sincera che accompagna e segue le belle e squisite mangiate: è un uomo disciplinato e come tale crede che ogni funzione della vita debba avere il suo momento di prevalenza: è un artista e come tale considera, e con ragione, il pranzo quale opera d’arte” così, nel 1889, Giuseppe Giacosa (Colleretto Parella, 21 Ottobre 1847 – Colleretto Parella, 1º Settembre 1906), librettista e scrittore, sovente, suo gradito ospite.

Giovanni Pascoli, dedicò a Giacosa questi versi:
"Così la morte è bella
non è partire, è non andar via.
E tu restasti. Non si muore
così, Così, mio buon fratello,
si resta."
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Buongiorno dal Museo Nazionale Giuseppe Verdi

"La musica è il segreto per vivere a lungo e in serenità, da conforto"

Desideriamo porgere un sentito omaggio al soprano, "di un'altra epoca", Luisa Mandelli, recentemente scomparsa all'età di 95 anni. Risiedeva, da anni, nella Casa di riposo per musicisti "Giuseppe Verdi" a Milano.

Tra gli altri ruoli interpretati in carriera, è stata la storica "Annina" a fianco di Maria Callas e Giuseppe di Stefano nell’allestimento, de "La traviata" (28 Maggio 1955 ), del regista Luchino Visconti e sotto la direzione del M° Carlo Maria Giulini.

Stupendo il rapporto che legava la Mandelli con la Callas, infatti, per tutta la vita, Luisa fece celebrare ogni anno per lei una Messa in suffragio.
"Quando andrò di là, vorrei solo ringraziare il Signore per avermi fatto amare la musica e avermi donato la voce per cantare", così Luisa Mandelli.
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Il Maestro era molto legato a Genova, città dove frequentò il Teatro Carlo Felice e dove amava trascorrere gli inverni, così, nel 1861, scrisse all’ingegnere Giuseppe De Amicis per soddisfare il desiderio di Giuseppina Strepponi "di avere […] un nido in vista di questo mare, per passarvi i mesi più rigidi dell’inverno molto tristi in campagna".

"L'appartamento è magnifico, la vista stupenda e conto di passarvi una cinquantina d' inverni", così, il 16 Marzo 1867, Giuseppe Verdi all' amico conte Opprandino Arrivabene.

il 24 Aprile 1867, il Consiglio comunale di gli conferì "per acclamazione" la cittadinanza onoraria.

L'ultimo soggiorno del Maestro a Genova risale alla primavera del 1900, così scrisse, il 23 Aprile 1900, all'amica Giuseppina Negroni Prati: "[…] Non sono ammalato, e non stò bene: le gambe non reggono, gli occhi non vedono: la mente (?) và a sfascio, e così la vita è durissima! Oh se potessi lavorare! Oh almeno se avessi buoni occhi e buone gambe! Camminerei e leggerei tutto il giorno, e sarei felice malgrado gli 87! Non avrei mai creduto d’aver a desiderare come suprema felicità, due buone gambe!!"

Ci uniamo al profondo cordoglio per le vittime della terribile tragedia avvenuta ieri e ringraziamo i soccorritori per l'incessante lavoro e coraggio.
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Buongiorno dal Museo Nazionale Giuseppe Verdi!!
(www.museogiuseppeverdi.it/)

"Tutto si può mettere in musica, è vero, ma non tutto può riuscire d'effetto. Per fare della musica ci vogliono strofe per fare i cantabili, strofe per concertare le voci, strofe per fare dei larghi, degli allegri, ecc. ecc. e tutto ciò alternato in modo che nulla riesca freddo e monotono" Giuseppe Verdi ad Antonio Somma, Agosto 1853

Vi ricordiamo che domani, Mercoledì 15 Agosto (Ferragosto), siamo aperti, con orario continuato, dalle ore 10.00 alle ore 18.30 (ultimo ingresso ore 17.30).
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Buongiorno dal Museo Nazionale Giuseppe Verdi!!
(www.museogiuseppeverdi.it/)

"Quando ho un'idea generale di tutto il poema le note si trovano sempre" Giuseppe Verdi a Francesco Maria Piave, Agosto 1843.

Vi ricordiamo che, nel mese di Agosto, siamo normalmente aperti, dal Martedì alla Domenica, con orario continuato dalle ore 10.00 alle ore 18.30 (ultimo ingresso ore 17.30).
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